Progetti

Dracula in 4-D

Prefazione:

Dopo esserci fatti le ossa con l’esperienza teatrale di AMLETO AD OCCHI CHIUSI”, presentiamoun nuovo percorso interattivo dove la figura del semplice “spettatore” è abolita in favore di una parte attiva della rappresentazione stessa; infatti egli non solo è invitato a interagire con i personaggi e l’ambiente circostante, ma stimolato ad usare solo quattro dei suoi cinque sensi, perché la vista viene pressoché inibita, (solo all’inizio nella presentazione ha tempo di prendere confidenza con l’ambiente circostante). E’ stato riscontrato nel racconto “Dracula” di Bram Stoker, la naturale continuazione di un percorso teatrale iniziato appunto con “Amleto ad Occhi Chiusi”.

In questo contesto e data la drammaticità del racconto di cui parleremo in seguito, il rapporto tra “spettatore”, ambiente e personaggi si amplifica diventando percezione reale, dove l’immaginazione stessa si fa tangibile, dove ognuno “vive” la sua storia, perché nulla è più veritiero della trasposizione delle proprie fantasie. Le percezioni diventano così reali, trasformando il loro viaggio attraverso i sensi in realtà.

Dracula e la lotta perenne tra il bene e il male.
Nell’immaginario di ognuno c’è sempre stato uno spazio più o meno celato per il mistero; la vita e la morte, il bene e il male, il peccato e la redenzione, l’attrazione per ciò che è proibito e la paura, i brividi che procurano l’ignoto, ecco c
ome la figura di Dracula rappresenti tutto ciò. Nel film di Coppola, Dracula era il paladino della cristianità e solo quando gli infedeli spingono la sua sposa a togliersi la vita, egli in un impeto di disperazione rinnega Dio, diventando quello che poi tutti riconosciamo come Dracula il vampiro. A differenza del romanzo di *Bram Stoker, il film ha un lieto fine nonostante la morte del protagonista. Nella rappresentazione cinematografica si è voluto dare spazio alla speranza, all’amore che vince la morte come liberazione dal male ed è questo il messaggio che vorrebbe trasmettere anche quest’opera teatrale.

*Il romanzo di Stoker è forse ultimo capolavoro gotico di un filone iniziato con Horace Walpole con il castello di Otranto.
Fulgida è la lettura che caratterizza tutto il romanzo di Dracula, dove è la morte che trionfa sulla vita e sull’amore, per averne un’idea basta leggere il passo dove Jonathan Harker è sulla sulla carrozza che lo conduce a passo borgo e ascolta suo malgrado una conversazione dei suoi compagni di viaggio: “Uno dei miei compagni ha sussurrato a un altro quel verso della “Lenore” di Burger che dice:”Denn die Toten witen schnell” (Poiché i morti cavalcano lesti).

Coinvolgere i quattro sensi più uno…extrasensoriale.

Dracula come nella precedente esperienza di “Amleto ad occhi chiusi”, si prefigge non solo di stimolare l’esperienza teatrale al di la’ della semplice partecipazione, ma soprattutto di coinvolgere emotivamente, fisicamente e sensorialmente, far vivere sulla propria pelle il racconto, in modo che ogni partecipante alla performance abbia un’esperienza unica e intima diversa da tutti gli altri. Ogni spettatore assisterà nella sua mente ad un esclusivo e irripetibile spettacolo, perché saranno le sensazioni che faranno vivere i cinque sensi (come già detto la vista è esclusa e il quinto senso è appunto la percezione intima), a dettare i tempi e le sensazioni del dramma; ognuno sarà il regista del proprio spettacolo e vivrà le proprie emozioni in assoluta intima libertà.

In più oltre alla stimolazione sensoriale ci sarà un nuovo fattore che in “Amleto ad occhi chiusi” non era presente, l’effetto “paura”.

Basta guardarci attorno; film e racconti horror, in TV , fumetti come Dyaln Dog e soprattutto su internet migliaia di canali youtube che parlano del soprannaturale. La maggior parte di noi è attratta da ciò che è mistero e dunque quale segreto è più inconoscibile della vita e della morte e di tutto ciò che è collegato? Amiamo essere spaventati, amiamo conoscere riti e segreti, il macabro in qualche modo ci affascina… Ecco l’esperienza di Dracula.

Lontano dal trasformare una pièce teatrale in una sorta di “castello degli orrori”, Dracula vuole introdurre però alcune novità, le sensazioni fisiche.
Esperienze tattili, di odorato, di udito e di gusto, tutto eseguito in modo leggero e senza arrecare disturbo, ma in modo che sia tangibile l’esperienza.

P.S. Naturalmente gli spettatori verranno avvisati a priori di tutto ciò!

Roberto.

21 passi verso la guarigione

Spettacolo multidisciplinare di Art Fusion.

La storia vera di Silvia Vianello di Torino, o per meglio dire, il percorso di crescita che l’ha portata alla guarigione da un cancro.

Silvia incontra un giorno Giulietta Bandiera autrice del libro “Oltre il cancro” , edizioni Sperling & Kupfner 2016.
Silvia scopre che nel libro, avallato dall’Istituto tumori di Milano e dal professor Alberto Laffranchi, la Bandiera mette a punto una vera e propria terapia interiore, articolata in ventuno passi di consapevolezza. Il libro è nato dopo averla sperimentata su di sé guarendo a sua volta da un cancro, e in seguito vivendo le guarigioni delle moltissime persone da lei intervistate. In pratica, punto per punto, lo stesso percorso che la stessa Silvia aveva seguito, senza saperlo !

Un argomento di importante attualità , trattato con la delicatezza di più linguaggi artistici che mescolano emozioni, voci, musiche, e mani che intingono I pennelli nel colore.

Come è nata l’idea.
La storia di Silvia Vianello era una breve testimonianza pubblicata nel gruppo facebook di una dottoressa olistica molto controversa, Gabriella Mereu. Stavo scrivendo uno spettacolo sul lavoro della dottoressa, che appena radiata ci aveva rivolto un appello affinché la supportassimo. Mi ero accinta con entusiasmo a raccontare la mia versione dei fatti ed I benefici personali avuti dall’incontro con la Mereu. Lo spettacolo andò in tournée’ con il titolo “La Metafora della Malattia”. Una delle scene era dedicata alla testimonianza di Silvia, che assistette tra il pubblico. Diventammo amiche ed ebbi il privilegio di seguire le successive tappe della sua avventura. Il nostro divenne un rapporto di scambio a distanza, ma forte quel tanto che bastava perché comprendessi a posteriori che il cuore dello spettacolo su Mereu era proprio la storia di Silvia. Da questa consapevolezza al bisogno di ampliarla per meglio metterla a disposizione di tutti, il passo fu breve, e solo tempo dopo Silvia ed io incrociammo il libro della Bandiera. Dopo un anno e mezzo di scambi epistolari ho raccolto materiale sufficiente per una sceneggiatura.

Loredana.