“Travolti da un insolito Amleto” è un progetto della compagnia teatrale etica La Conchiglia in cui l’Amleto non si vede, ma si sente. Eccome. Durante la performance gli attori guidano gli spettatori, chiedendo loro di muoversi nella stanza, assaggiare cibi e bevande, toccare oggetti legati alla narrazione. L’effetto straniante è assicurato. Così come le emozioni: certe cose si vedono meglio, a occhi chiusi.

Le origini
“Travolti da un insolito Amleto”, non è soltanto un modo diverso di approcciarsi alla tragedia shakesperiana: è stato tratto da “Amleto a luci spente” dello psicoterapeuta Walter Orioli, esperto di teatroterapia. Presentato per la prima volta nel 1998, si basa sul principio che la mancanza della vista liberi maggiormente il tatto, l’olfatto, il gusto e l’udito. Lo spettacolo, in questo modo, si trasferisce dal palco allo spazio interiore dello spettatore che viene accompagnato – tra sussurri, musica e assaggi – a rivivere la tragedia di Amleto. “L’esperienza non si conclude con gli applausi – spiega la registra della compagnia La Conchiglia, Loredana Zinowsky -. Alla fine di ogni rappresentazione, chiediamo agli spettatori se vogliono partecipare alla rappresentazione successiva. Questa volta senza bende. Per vedere la scena ma, soprattutto, per aiutare gli attori in alcuni passaggi”.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/p/genova/2017/07/08/ASY68UHI-esperienza_bendati_spettatori.shtml

Amleto a occhi chiusi

Travolti da un insolito Amleto